Le imprese che pongono in essere forniture di impianti o macchinari a destinazione di clienti di altri paesi comunitari con installazione o montaggio devono affrontare alcune problematiche dovute alla non coerenza tra la normativa italiana e la normativa comunitaria.
La norma italiana risulta essere coerente con quella comunitaria per le operazioni in entrata rispetto al territorio dello stato (esempio fornitore comunitario che vende in italia impianti e macchinari) l’art.7 bis del dpr 633 (come l’art. 36 della direttiva 2006/112/CE) prevede che la natura di questa operazione sia interna, per cui l’ operatore italiano opererà con il reverse charge al fine di assolvere l’imposta nel territorio dello Stato e non sarà necessario per l’operatore comunitario aprire un operazione Iva. Il disallineamento con la normativa comunitaria si ha per le operazioni in uscita (esempio il fornitore italiano installa un impianto al cliente comunitario). In questo caso per la normativa italiana, il fornitore italiano realizza una cessione intracomunitaria e non interna nel paese in cui vien installato come dice la normativa comunitaria. Per cui l’operatore italiano dovrà emettere fattura e presentare il modello intrastat sia ai fini fiscali sia ai fini statistici.